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La Signora “GIAGI”

Ha fatto parte della mia infanzia, anzi, ha creato parte della mia infanzia e anche buona parte dell’adolescenza; è legata ad episodi degli stessi periodi come

– “MAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”

– “Me ad dgeiva…chi è che fa acsé ?!”

Oppure i quotidiani percorsi pestamerde (di solito io assistevo a quelli domenicali), con tanto di cane lupo gigante addestrato ad uccidere in agguato, per andare a portare degli avanzi ai randagi; ma lei gli chiedeva di farlo con tali occhi dolci che non poteva dirle di no. Si lasciava dietro una scia di madonne e santissimi che solidificavano l’aria, ma lo faceva.

Affiorano anche gli sguardi di biasimo alle affermazioni “Ammo, ha paura della Dina”

E soprattutto, senza di lei e il suo frigorifero col latte (e lo scaffale col sale che lo avrebbe sostituito), non sarebbero mai state dette frasi come “C’la putèna cu t’ha fat!”

Grazie Signora Giagi; l’unico rimprovero che posso farti è che un altro po’ potevi aspettare.

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Memorabilia

18 Dicembre 2003 – 0.00

Chi non ha mai provato a mangiare cappelletti in brodo col dentifricio dentro ? Forse nessuno…
Chi non ha mai provato a lavarsi i denti con i cappelletti in brodo ? Forse nessuno…

Eppur si muove…

I pessimisti sostengono che in origine si diceva “Eppur si muore”, mentre i gommisti sostengono che invece della trapunta a letto usano i copertoni; viene da pensare…c’e’ gente che rischia di farsi male quando si tirano i remi in barca e nessuno fa nulla per loro, quando invece per l’oro si scava si scava e si scava, salvo poi scavare nella memoria e trovare dei ricordi spiacevoli. A volte capita, a volte l’hai capita, sempre meno spesso l’hai carpita e gettata in una scarpata o colpita con la stessa.

Basta va’…

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